Il terzo capitolo di “Gödel, Escher, Bach: an Eternal Golden Braid” di Douglas Hofstatder si conclude, come accade spesso nel libro, con un dialogo tra Achille e la Tartaruga. Nel dialogo, la Tartaruga spiega come Bach abbia codificato il proprio nome all’interno dell’Arte della Fuga usando la sequenza di note musicali corrispondenti, e cioè B,A,C,H (Si bemolle, La, Do e Si nella notazione tedesca).
Quale migliore occasione per Hofstatder di inserire un doppio acrostico auto-referenziale?
E infatti le lettere iniziali dei capoversi del dialogo recitano quanto segue:

“Hofstadter’s Contracrostipunctus Acrostically Backwards Spells ‘J. S. Bach’”

(a voi il piacere di scoprire l’auto-referenzialità)

Io, che questa cosa non la sapevo e non l’avevo mai notata, mi sono subito chiesto se nella traduzione italiana era stata rispettata l’acrobazia linguistica dell’originale, e – sorpresa! – l’acrostico era presente:

“Hofstadter contracrostipunto all’indietro biscritto suona giovanni seb bach”

Un po’ forzato, ma non biasimo i traduttori di cotanta bestia di libro.

(via)

P.S. Ero deciso a inserire un acrostico nel post, ma l’impresa è risultata superiore alle mie forze.


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This entry was posted on Wednesday, November 4th, 2009 at 22:52. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

9 Responses

  1. Massimo Morelli says:

    Detto questo scatta la mia decisione di rileggerlo dopo (gosh) vent’anni.

    5 November 2009 @ 00:05

  2. Giavasan says:

    La mia edizione è del 90 (sob).

    5 November 2009 @ 00:08

  3. effemmeffe says:

    Dio, come ho amato quel libro, pur capendone forse un 10%.
    E come invece non sia riuscito ad affrontare quello nuovo degli anelli.

    5 November 2009 @ 10:35

  4. effemmeffe says:

    (Ho come la strisciante sensazione di aver fato casino coi tempi verbali del commento precedente, ma non riesco a prendere una posizione…)

    5 November 2009 @ 10:37

  5. Stefano says:

    Meraviglioso, semplicemente meraviglioso.

    5 November 2009 @ 11:53

  6. thisKID says:

    A tutt’oggi il libro che mi ha richiesto più tempo e fatica. Probabilmente imbattibile, in questo senso.

    5 November 2009 @ 19:16

  7. Massimo Morelli says:

    Giavasan, l’hai letto Le Ton Beau du Marot? E’ bellissimo

    6 November 2009 @ 00:30

  8. Giavasan says:

    No, Massimo, è nella mia lista da una vita ma rimando perché vorrei leggerlo in originale (considerato soprattutto l’argomento), e mi sa che è tosta.

    6 November 2009 @ 19:36

  9. Massimo Morelli says:

    Essendo intraducibile (data la sua natura) esiste solo in originale.

    6 November 2009 @ 20:16

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