Altro che “spostati, ragazzino”: un sedicenne canadese di Waterloo ha trovato il modo di degradare naturalmente le buste di plastica in appena tre mesi, contro i mille anni necessari altrimenti.

Daniel Burd, questo il suo nome, è partito dal presupposto che, per quanto lungo, dietro il processo di decomposizione ordinario della plastica dovesse celarsi un qualche agente, presumibilmente un batterio. Preparato un composto adatto alla fermentazione, fatto di acqua corrente, lievito e alcune sostanze chimiche trovate in casa, Daniel vi ha immerso della polvere di plastica e conservato il tutto in uno shaker mantenuto a una temperatura costante di 30°. Dopo alcuni mesi passati a sperimentare con gli ingredienti e le configurazioni, lo studente è quindi riuscito ad ottenere una degradazione del 43% della plastica in appena sei settimane, grazie all’azione combinata di due gruppi di batteri.

L’applicazione su scala industriale di questa tecnica richiederebbe poco e niente, visto che la maggior parte dell’energia necessaria sarebbe fornita dagli stessi batteri durante il processo di decomposizione. Gli unici ingredienti esterni si ridurrebbero ad acqua e diossido di carbonio.
Abbinate il tutto a una seria raccolta differenziata e potremmo ritrovarci risolta una piaga ambientale di dimensioni mondiali.

Link: The Burd Solution (via Wired).




This entry was posted on Saturday, May 24th, 2008 at 17:33. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

No Responses

  1. ragazzini e buste di plastica « well of course I’d like to sit down and chat says:

    [...] su giavasan un post interessante su un ragazzino americano di 16 anni (!!!) che ha trovato una soluzione per degradare le buste di plastica in poche settimane. leggete, leggete, leggete. [...]

    25 May 2008 @ 14:04

  2. Accurate says:

    Daniel Burd è studente Canadien, da Canada. Ciao

    25 May 2008 @ 20:40

  3. Giavasan says:

    Grazie, ho corretto.

    25 May 2008 @ 20:52

  4. zzz says:

    Ti ho segnalato sul nostro portale, spero non ti dispiaccia se ho ripreso tutta la news e non soltanto l’incipit (nel caso modifico, non c’è problema :)

    26 May 2008 @ 12:02

  5. Giavasan says:

    Nessun problema.

    26 May 2008 @ 12:28

  6. michele says:

    Questo e’ il link al pdf di Burd che dettaglia il processo:
    http://www.science.uwaterloo.ca/WWSEF/08Awards/08BurdReport.pdf

    ciao

    24 June 2008 @ 10:22

Leave a Comment

Please note: comment moderation is enabled and may delay your comment.
There is no need to resubmit your comment.