Archive for February 28th, 2006
Tue 28 Feb 2006

“Il fatto che Niels Bohr venga considerato come il vero fondatore della meccanica quantistica è dovuto non tanto alle sue scoperte quanto, soprattutto, alla straordinaria atmosfera di creatività, di effervescenza intellettuale, di libertà di spirito e di amicizia che egli seppe creare intorno a sé. L’istituto di fisica di Copenhagen, fondato da Bohr nel 1919, era destinato ad accogliere quanto di meglio la fisica europea avesse in fatto di giovani ricercatori. Heisenberg, Pauli, Born vi fecero il loro apprendistato. Un po’ più vecchio di loro, Bohr era capace di passare ore e ore a discutere in dettaglio le loro ipotesi, in una ineffabile combinazione di perspicacia filosofica, benevolenza e rigore. Preciso fin quasi alla maniacalità, nell’interpretazione degli esperimenti non tollerava approssimazioni; per contro, non giudicava a priori folle nessuna idea nuova, né inattaccabile alcun concetto consolidato. Amava invitare i propri studenti nella sua casa di campagna a Tisvilde; lì riceveva scienziati di altre discipline, uomini politici, artisti; le conversazioni passavano liberamente dalla fisica alla filosofia, dalla storia all’arte, dalla religione alla vita quotidiana. Una cosa del genere non succedeva dagli albori del pensiero greco. Fu in tale eccezionale contesto che, tra il 1925 e il 1927, vennero elaborati i termini di quella “interpretazione di Copenhagen” che invalidava per buona parte le categorie correnti di spazio, causalità e tempo.”
(Michel Houellebecq, da “Le particelle elementari”)
La fotografia che vedete (disponibile in alta risoluzione qui) è stata scattata ad una conferenza su “Elettroni e Fotoni” tenutasi a Bruxelles nell’ottobre del 1927. Dei 29 personaggi raffigurati, 17 erano o sarebbero diventati premi Nobel. Ecco l’elenco dei nomi:
(Fila in alto, da sinistra a destra)
A. Piccard, E. Henriot, P. Ehrenfest, E. Herzen, T. De Donder, E. Schrödinger, E. Verschaffelt, W. Pauli, W. Heisenberg, R.H. Fowler, L. Brillouin.
(Fila centrale, da sinistra a destra)
P. Debye, M. Knudsen, W.L. Bragg, H.A. Kramers, P.A.M. Dirac, A.H. Compton, L. de Broglie, M. Born, N. Bohr.
(Fila in basso, da sinistra a destra)
I. Langmuir, M. Planck, Madame Curie, H.A. Lorentz, A. Einstein, P. Langevin, C. E. Guye, C.T.R. Wilson, O.W. Richardson
E ora tornate a guardare Panariello.
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Tue 28 Feb 2006
Tue 28 Feb 2006

“Il fatto che Niels Bohr venga considerato come il vero fondatore della meccanica quantistica è dovuto non tanto alle sue scoperte quanto, soprattutto, alla straordinaria atmosfera di creatività, di effervescenza intellettuale, di libertà di spirito e di amicizia che egli seppe creare intorno a sé. L’istituto di fisica di Copenhagen, fondato da Bohr nel 1919, era destinato ad accogliere quanto di meglio la fisica europea avesse in fatto di giovani ricercatori. Heisenberg, Pauli, Born vi fecero il loro apprendistato. Un po’ più vecchio di loro, Bohr era capace di passare ore e ore a discutere in dettaglio le loro ipotesi, in una ineffabile combinazione di perspicacia filosofica, benevolenza e rigore. Preciso fin quasi alla maniacalità, nell’interpretazione degli esperimenti non tollerava approssimazioni; per contro, non giudicava a priori folle nessuna idea nuova, né inattaccabile alcun concetto consolidato. Amava invitare i propri studenti nella sua casa di campagna a Tisvilde; lì riceveva scienziati di altre discipline, uomini politici, artisti; le conversazioni passavano liberamente dalla fisica alla filosofia, dalla storia all’arte, dalla religione alla vita quotidiana. Una cosa del genere non succedeva dagli albori del pensiero greco. Fu in tale eccezionale contesto che, tra il 1925 e il 1927, vennero elaborati i termini di quella “interpretazione di Copenhagen” che invalidava per buona parte le categorie correnti di spazio, causalità e tempo.”
(Michel Houellebecq, da “Le particelle elementari”)
La fotografia che vedete (disponibile in alta risoluzione qui) è stata scattata ad una conferenza su “Elettroni e Fotoni” tenutasi a Bruxelles nell’ottobre del 1927. Dei 29 personaggi raffigurati, 17 erano o sarebbero diventati premi Nobel. Ecco l’elenco dei nomi:
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(Fila in alto, da sinistra a destra)
A. Piccard, E. Henriot, P. Ehrenfest, E. Herzen, T. De Donder, E. Schrödinger, E. Verschaffelt, W. Pauli, W. Heisenberg, R.H. Fowler, L. Brillouin.
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(Fila centrale, da sinistra a destra)
P. Debye, M. Knudsen, W.L. Bragg, H.A. Kramers, P.A.M. Dirac, A.H. Compton, L. de Broglie, M. Born, N. Bohr.
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(Fila in basso, da sinistra a destra)
I. Langmuir, M. Planck, Madame Curie, H.A. Lorentz, A. Einstein, P. Langevin, C. E. Guye, C.T.R. Wilson, O.W. Richardson
E ora tornate a guardare Panariello.
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