Partiamo da un presupposto: nessuno può aver ascoltato tutti gli album usciti nel 2005. Se parlate con uno qualsiasi degli operatori del settore la risposta sarà sempre più o meno “il mercato è impazzito”. L’unica strategia abbordabile per compilare un best of è quella di riunire una moltitudine di persone – preferibilmente giornalisti esperti – dare loro un pezzo di carta su cui segnare i 10-20 dischi preferiti dell’anno e mediare il tutto in un’unica classifica.
E non è escluso che sfugga un grande disco.
Detto questo, la Top 50 di Pitchfork mi sembra particolarmente rappresentativa di quanto di buono è uscito quest’anno, anche se lasciare fuori Andrew Bird per me equivale a un mezzo delitto.




This entry was posted on Wednesday, December 21st, 2005 at 00:02. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

3 Responses

  1. wouq » Andrew Bird says:

    [...] Apprendo dall’ottimo Giavasan (che critica la top 10 2005 di Pitchforkmedia), dell’esistenza di Andrew Bird, a parer suo ingiustamente trascurato dalla classifica della blasonata webzine. Beh, accidenti che disco! Straconsigliato per chi ama ’ste cosette raffinate folk-minimal da cameretta con varianti lisergiche Barrettiane. [...]

    21 December 2005 @ 07:47

  2. eiochemipensavo says:

    epperò manca il mio disco dell’anno che sarebbe alva noto + ryuichi sakamoto: insen.

    bah. e comunque ci sono abituato, a ste cose :)

    21 December 2005 @ 09:20

  3. WOUQ* :: Andrew Bird says:

    [...] dall’ottimo Giavasan (che critica la top 10 2005 di Pitchforkmedia), dell’esistenza di Andrew Bird, a parer suo ingiustamente [...]

    13 May 2009 @ 08:04

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