Archive for July, 2005

Sappiate che in seguito a mutate circostanze lavorativo-abitative, a partire dalla prossima settimana potrò, volendo, riprendere a bloggare giornalmente. Siete avvisati.

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- Neonlight.

- Thor Rolls a Joint & Interlude.

- Newseum, con una nuova interfaccia in Flash.

- Volevo linkare il podcast di War of the Worlds, quello originale di Orson Welles, ma mi accorgo che lo ha già fatto Cristian Contini, un blogger che non conoscevo e che promette davvero bene.

- The Official Pornstar Bears website.

- In January 2004, artist Phillip Warnell swalled a pill-sized camera that made its way through his body, snapping 65,000 photographs during its 8 hour “journey”: Guest Plus Host Equals Ghost.

- Pictures I Like For A Variety Of Reasons.

- Box Up & Plumber 2.

- A Million Ways to be Cruel, sublime.
(Quicktime, 16.1 Mb, 3:25)



- The Blue Booklet.

- “Look, this is a website about horses and how much we hate them. They are gross and stupid and disgusting and smell like shit. There are flies all over them and they make dumb noises. HORSES ARE TERRIBLE!!!”
(da I Hate Horses)

- Drawing Lessons.

- OOMS products.

- Bump’n'Rind.
(Quicktime, 3.4 Mb, 0:40)

- Detached, a true story.

- “There are these two young fish swimming along and they happen to meet an older fish swimming the other way, who nods at them and says “Morning, boys. How’s the water?” And the two young fish swim on for a bit, and then eventually one of them looks over at the other and goes “What the hell is water?”
(2005 Kenyon Commencement Address, by David Foster Wallace)

- The N Game.

- Open Book.
(Quicktime, 11 Mb, 1:18)

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Non so come la fiutate voi, ma ho da tempo l’impressione che la blogosfera italiana si sia incanalata lungo un binario inerziale da cui non si intravedono diramazioni immediate. Se per un verso tutto fila come deve, ben rodato da una ormai acquisita consapevolezza e – perché no? – padronanza del mezzo, dall’altro gli scossoni e le sperimentazioni che animavano la scena fino a un paio di anni fa iniziano ad assumere contorni nostalgici, sfumati.

Certo, l’evoluzione incalza qualsiasi modello sociale per poi premiarne le forme stabili. Ma allora per quale motivo entrate in scena folgoranti come quella di Brontolo o di Coniglio Cattivo sono rimaste fenomeni isolati e lontani nel tempo?
La vena creativa si è esaurita così rapidamente?

Non sarà che mentre ci si scagliava con allegro furore contro i giornalisti, rei di non aprirsi e di non voler riconoscere il ruolo dei blog nella comunicazione globale, fossimo proprio noi a dare nel contempo origine a un circolo inesorabilmente chiuso, riassunto nel noto modello “citarsi addosso” (blogger M cita blogger W che cita blogger C che a sua volta cita M), quando avremmo invece dovuto accettare senza alcun pregiudizio il postulato secondo cui chiunque può dare un contributo degno di nota, specie se spende del tempo ad elaborarlo nella forma compiuta di un post?

L’intelligenza collettiva dei blog, quella che nei momenti di grazia ha anticipato tendenze che hanno attecchito fuori dalla rete, travalica per definizione la somma delle sue parti. Condizione essenziale perché il fenomeno si verifichi è però soprattutto una: che tutte le parti siano rappresentate.

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