Archive for July 31st, 2005

Nella foto, sorridente e in tutta evidenza a suo completo agio, il presidente della nazione più potente del mondo assiste compiaciuto al lancio dello Shuttle su un televisore da tre pollici.
Per contro, la scrivania di mogano, lucidata a colpi di umori, lascia intravedere un lampadario barocco d’ordinanza.
E’ evidente che la foto è stata scattata per il popolo: un indizio fra tutti il telecomando, saldamente nelle mani del presidente.
E direi di partire da qui.
La presa di GWB è quantomeno esecrabile. Ingrandimenti per interpolazione della zona di interesse mostrano non solo un approccio molle nei confronti dell’esercizio del potere, ma anche una sospetta censura a base di ‘pixellatura’ dell’immagine (leggi: le zone grigie tra le dita della mano).
Cosa nasconde il presidente?
Si laverà le mani dopo essere andato in bagno?
Altro punto di cui occorre prendere atto è l’evidente complicità che traspare fra fotografo e fotografato.
Non è solo una questione di sottintesi giornalistici, è che si sa: non puoi pretendere di poterti avvicinare a due metri dal presidente e contemporaneamente pensare di fare uno scoop. Sei embedded. Il tuo scopo, anche se hai studiato sognando sputtanamenti clamorosi, è quello di mostrarti sufficientemente simpatico da meritare una riconferma.
Perché GWB lascia che lo si fotografi per l’occasione? Perché quel sorriso, lui che ha fatto della piattezza il suo standard?
La risposta è: proprio perché non teme chi lo circonda, fotografo compreso.
Ma la tecnologia è in agguato. Lungi dall’immaginare che dietro lo specchio alla sua sinistra si nasconde un sofisticato e silenziosissimo meccanismo neurologico progettato allo scopo di prendere le sue impronte cerebrali, il presidente si abbandona senza remore ai suoi pensieri più intimi, mentre non pensa a nulla in particolare.
Barney, il suo cane preferito, si alza e si allontana dalla stanza.