Archive for September 15th, 2003
Mon 15 Sep 2003

In macchina, diretti ad un casale di campagna.
Il Peso (al volante): “Gente, ora ve lo posso dire. Stasera festa grande: è tornata la Scura.”
Il Sauro: “No!”
Il Leso: “La Scura?”
Il Peso: “E’ quello che ho detto.”
Il Leso: “E chi sarebbe?”
Il Sauro (con voce documentaristica): “La Scura è un’istituzione universale, un balletto pirotecnico di tic ipnotici, un collage di malattie mentali e deviazioni psichiche che tritura e ingorga le menti di coloro che le si avvicinano, riducendole a un impasto gelatinoso che lascia instupiditi e che spinge a chiedersi cosa mai sia successo, posto che dopo sia ancora possibile chiedersi alcunché.”
Il Peso (continuando con lo stesso tono): “Quando la Scura ti guarda negli occhi senti rumori di ferraglia provenire dagli anfratti più latenti della tua anima, quelli di cui non sospettavi neanche l’esistenza, e i rumori sono la conseguenza diretta e inesorabile del rimestamento a cui i suddetti anfratti sono da lei sottoposti senza riguardo alcuno.”
Il Sauro: “Se poi la Scura dovesse disgraziatamente convincersi che meriti un supplemento d’indagine, allora invece di guardarti ti fisserà, e proverai la straniante e inaspettatamente sgradevole sensazione di essere all’improvviso conscio di tutti i tuoi organi interni.”
Il Peso: “E mentre ti fisserà non sarai in grado di proferire parola né di muovere un muscolo, perché ti starai inabissando negli spazi siderali di un universo ignoto, precipitando a velocità non calcolabile in direzione di un buco nero su cui ti appiattirai fino a perdere ognuna delle tue tre misere dimensioni. Opporsi non serve. Erigere uno schermo è utopico.”
(…)
Il Leso: “Ok, ma la dà?”
Mon 15 Sep 2003

In macchina, diretti ad un casale di campagna.
Il Peso (al volante): “Gente, ora ve lo posso dire. Stasera festa grande: è tornata la Scura.”
Il Sauro: “No!”
Il Leso: “La Scura?”
Il Peso: “E’ quello che ho detto.”
Il Leso: “E chi sarebbe?”
Il Sauro (con voce documentaristica): “La Scura è un’istituzione universale, un balletto pirotecnico di tic ipnotici, un collage di malattie mentali e deviazioni psichiche che tritura e ingorga le menti di coloro che le si avvicinano, riducendole a un impasto gelatinoso che lascia instupiditi e che spinge a chiedersi cosa mai sia successo, posto che dopo sia ancora possibile chiedersi alcunché.”
Il Peso (continuando con lo stesso tono): “Quando la Scura ti guarda negli occhi senti rumori di ferraglia provenire dagli anfratti più latenti della tua anima, quelli di cui non sospettavi neanche l’esistenza, e i rumori sono la conseguenza diretta e inesorabile del rimestamento a cui i suddetti anfratti sono da lei sottoposti senza riguardo alcuno.”
Il Sauro: “Se poi la Scura dovesse disgraziatamente convincersi che meriti un supplemento d’indagine, allora invece di guardarti ti fisserà, e proverai la straniante e inaspettatamente sgradevole sensazione di essere all’improvviso conscio di tutti i tuoi organi interni.”
Il Peso: “E mentre ti fisserà non sarai in grado di proferire parola né di muovere un muscolo, perché ti starai inabissando negli spazi siderali di un universo ignoto, precipitando a velocità non calcolabile in direzione di un buco nero su cui ti appiattirai fino a perdere ognuna delle tue tre misere dimensioni. Opporsi non serve. Erigere uno schermo è utopico.”
(…)
Il Leso: “Ok, ma la dà?”